Isolamento termico

L’isolamento termico nell’industria è un argomento che viene trattato con attenzione già da molti anni ma che rimane sempre di stretta attualità per il contenimento dei consumi energetici imposto dalle contingenze internazionali e per il corretto funzionamento degli impianti in generale.

Non a caso in Italia l’argomento è regolato da una serie di Leggi e Decreti che normano con attenzione gli spessori di isolante in funzione delle temperature e delle prestazioni tecniche dei vari coibenti con l’obiettivo di limitare al massimo le dispersioni termiche degli impianti, ovvero del calore prodotto nell’ambiente esterno.

Naturalmente per le tubazioni che convogliano fluidi refrigerati vale esattamente il discorso contrario, ovvero fare in modo che nello scambio termico non si alzi la temperatura del fluido stesso con conseguente dispendio dell’energia impiegata per mantenerla bassa e al contempo non si generi stillicidio sulle tubazioni.

Gli isolanti che normalmente si utilizzano per ottenere questi risultati sono vari ma quelli di impiego più frequente si possono ridurre a due famiglie fondamentali:

  • Isolanti in lane minerali con ottime prestazioni di protezione per i fluidi caldi
  • Isolanti a cellule chiuse con valide prestazioni di protezione per i fluidi freddi e caldi, e che nel rispetto delle norme applicative di sigillatura impediscono anche lo stillicidio che si genera sulle tubazioni per condensazione.

Per una corretta applicazione e una buona protezione di questi coibenti si rende necessaria una finitura che di solito viene eseguita in:

  • Lamierino di alluminio calandrato e bordato, realizzato generalmente in modo artigianale
  • Lamina in PVC autoavvolgente con curve preformate

E’ intuitivo che la protezione termica per gli impianti tecnici nelle industrie si traduce in un investimento che riduce di molto i costi di energia e manutenzione, ma non è secondario nemmeno il risultato che si ottiene per gli impianti di riscaldamento centralizzati civili (condomini, enti, privati, etc.) perché, a fronte di un impegno economico iniziale, si realizza un risparmio che nel giro di pochi esercizi ammortizza l’investimento stesso oltre che rispettare le regole normative che disciplinano la materia.